DIETRO LE QUINTE DE "LA TORTA DAL MAZRON"

DIETRO LE QUINTE DE “LA TORTA DAL MAZRON”

C’era una volta l’Italina e la sua Petrignacola (una piccola frazione del comune di Corniglio che probabilmente non conta più di una sessantina di abitanti). Oggi invece ci sono coloro che, dopo tanti anni dalla sua scomparsa, ancora ricordano le torte della Sig.ra Italina. Io non appartengo a questa categoria, perché la torta dell’Italina non me la ricordo… non ne avevo mai sentito parlare fino a pochissimi anni fa. Poi per caso, durante una cena dai miei suoceri (eh si, perché si sa che gli italiani parlano sempre di cibo, anche quando mangiano!), si è nominata questa torta e la curiosità ha fatto il resto. È quindi stato subito chiamato in causa il quaderno delle ricette di mia suocera, dove ho trovato la prima versione di questo “tortone” (chiamarla torta è effettivamente riduttivo, viste le dimensioni). Una ricetta di quelle di una volta, dove il procedimento non era nemmeno nominato e alcuni ingredienti erano quantificati in “un po’ di…”. Ci è voluto qualche tentativo prima di comprendere esattamente cosa fare, ma con un po’ di costanza (e qualche kg dopo, visto il numero di torte mangiate) ho capito che il cioccolato indicato altro non era che cacao in polvere e che la ciambella a cui ci si riferiva non era una ciambella (ebbene si, al primo tentativo ho usato una teglia con il buco), ma un semplice impasto base. Essendo originariamente cotta in forno a legna, inoltre, anche azzeccare tempi e temperature non è stato facile!

La cosa favolosa è che questo mio accanimento è stato supportato dagli abitanti di Petrignacola (soprattutto da Valentina che ha fatto da intermediario), orgogliosi della loro Italina e della sua rinomata torta. Ho avuto l’onore di poter “spiare” gli appunti di tante famiglie del posto e da qui ho capito che forse una ricetta originale non esiste più, ma che per ognuno di loro, la versione posseduta è proprio quella dell’Italina. Quello che vale, in fondo è proprio questo: il legame di un popolo con le proprie tradizioni.

Tra i vari aneddoti che ho sentito, quello che più mi ha colpita è stato sapere che l’Italina regalava questa torta agli sposi del paese, come regalo di nozze. Qualcuno però sostiene che in realtà l’Italina regalasse la torta al Sassolino, altro suo cavallo di battaglia. Poco importa quale fosse il gusto della torta, ciò che conta è che qualche decennio fa una torta poteva essere un presente benaugurante per gli sposi del paesino.  Sono ricordi dolci, di un modo di vivere che non ci appartiene più e che avrei voluto conoscere meglio.

Non solo sapori genuini, ma anche luoghi e persone. Un mondo perduto, che in qualche modo continua a far sentire la propria presenza attraverso le ricette della tradizione. Una tradizione che non vogliamo dimenticare. In fondo, anche io un giorno spero di essere l’Italina di qualcuno.

La ricetta sarà pubblicata domani, ma prima di provare a farla è importante sapere cosa c’è dietro le quinte de “la torta dal mazron”.